mercoledì 13 aprile 2016

DIVAGAZIONI INDIANE



Chi ama l'India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama.
 E' sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. 

Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma così è l'amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato.

Innamorati, non si sente ragione; non si ha paura di nulla; si è disposti a tutto. Innamorati, ci si sente inebriati di libertà; si ha l'impressione di poter abbracciare il mondo intero e ci pare che l'intero mondo ci abbracci. 
L'India, a meno di odiarla al primo impatto, induce presto questa esaltazione: fa sentire ognuno parte del creato. In India non ci si sente mai soli, mai completamente separati dal resto. E qui sta il suo fascino.

        (Tiziano Terzani - Un'altro giro di giostra)






Allora sei stato in India. Ti sei divertito? 
 No. 

Ti sei annoiato? 
 Neppure. 

Che ti è accaduto in India? 
 Ho fatto un’esperienza. 

Quale esperienza? 
L’esperienza dell’India. 

E in che cosa consiste l’esperienza dell’India? 
 Consiste nel fare l’esperienza di ciò che è l’India. 

E che cos’è l’India? 
 Come faccio a dirtelo? L’India è l’India.


         (Alberto Moravia - Un'Idea dell’India)














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